Venerdì, 10 Settembre 2010  

IN EVIDENZA

PROGRAMMI DEI CORSI , MATERIALE DIDATTICO E INFORMAZIONI PER GLI STUDENTI

LINKS

ISTITUZIONI IN ITALIA

ISTITUZIONI NEL MONDO

LA RIFORMA COSTITUZIONALE ED ELETTORALE

DOCUMENTI VARI

PROGETTO STRATEGICO CNR "SUPPORTO ALL'ATTIVITA' DEL PARLAMENTO" E RICERCA PRIN 2005

CENTRO DI RICERCA IN TEORIA DELLO STATO E TRASFORMAZIONI DELLA POLITICA TRA L'800 E IL 900

SCRITTI RECENTI

ATTI SEMINARI

Convegno:Weimar e il problema politico-costituzionale italiano"(Camera de deputati-19 ottobre 2009)

Home » Relazione prof. Ridola
Relazione prof. Ridola
Gli anni Cinquanta e Sessanta di Paolo Ridola

Convegno internazionale
Weimar e il problema politico-costituzionale italiano
Roma, 19 ottobre 2009

Gli anni Cinquanta e Sessanta

Paolo Ridola
Università di Roma “La Sapienza”

1. Weimar nella riflessione dei costituzionalisti italiani negli anni Cinquanta e Sessanta: un rapporto controverso
2. La letteratura sulla esperienza costituzionale weimariana. Il volume mortatiano del 1946 e la sua (debole) eco: l’interpretazione di Weimar lungo la polarizzazione organicismo/ conflitto sociale
3. Aspetti problematici della “recezione” del pensiero costituzionale weimariano: il programma delle traduzioni kelseniane, l’eclissi di Carl Schmitt , il saggio di Treves su Heller (1950). La discussione sul costituzionalismo “aldilà” di Weimar: la polemica tra Bobbio e Matteucci (1962). Il fascino dell’esperienza costituzionale statunitense (Aquarone, De Caprariis, Bognetti, Amato, Matteucci)
4. La lezione weimariana e la condizione storica della discussione politico-costituzionale in Italia. A. I costituzionalisti e la “nuova” Costituzione: tra esegesi (P. Barile), ricerca delle radici ideologico-politiche e (primi) approcci di tipo sistemico (C. Mortati). La “svolta” preconizzata da Esposito: l’entrata in funzione della Corte costituzionale e il “diritto costituzionale vivente”
5. B. Gli echi weimariani nella polemica sulla “costituzione inattuata”. Il difficile cammino verso la costruzione di un’identità costituzionale condivisa. Gli anni Cinquanta: il patto costituente alla prova del conflitto politico-sociale e della divaricazione del quadro internazionale. L’avvio dei governi di centrosinistra e la svolta degli anni Sessanta: l’attuazione della Costituzione come “recupero” della funzione di integrazione della Costituzione?
6. C. Gli echi weimariani nella discussione sulla forma di governo. La critica della “partitocrazia”. La Spannung (weimariana) tra Verfassungsrecht e Verfassungswirklichkeit e le sfide della politica: x. Il dibattito sulla posizione costituzionale dei partiti politici (L.D.Ferri, G. Maranini, L. Elia, C.Esposito, V.Crisafulli, A. Negri); y. Il dibattito sugli sviluppi della forma di governo: la via italiana al “panconvenzionalismo” (Marshall) e l’attenzione al “sistema dei partiti” (Duverger) come risposta alle visioni antagonistiche del rapporto fra diritto e realtà costituzionale; z. l’interpretazione del “parlamentarismo razionalizzato” (Giannini, Guarino, Esposito, Galizia, Martines)
7. Temi e risonanze weimariane nella letteratura costituzionalistica: A. Il (difficile) cammino della letteratura italiana dalla Staatslehre alla Verfassungslehre: l’impianto sistematico delle Istituzioni di Mortati (1962). Il peso della lezione orlandiana e della “rivisitazione” romaniana: tra la Verfassungslehre weimariana e la Allgemeine Soziallehre des Staates di Georg Jellinek
8. B. Il diritto costituzionale tra diritto e politica: Scienza giuridica e diritto costituzionale di M. Galizia (1954), il Contributo alla teoria politica delle forze politiche di T. Martines (1956), la riflessione sulla consuetudine costituzionale dell’ultimo Esposito (1961/62)
9. „Die normative Kraft der Verfassung“. La lezione weimariana: la costituzione come direttrice di orientamento della comunità politica (dirigierende Verfassung: P. Lerche). B.1. L’itinerario tormentato di Vezio Crisafulli: dalla riscoperta (carica di suggestioni weimariane) della valenza espansiva delle „disposizioni di principio“ della Costituzione (1952) alla costruzione del sistema delle fonti imperniato sui criteri di risoluzione delle antinomie (Gerarchia e competenza, 1960). La Kehre crisafulliana della prolusione romana su La continuità dello stato del 1963. L’approdo delle Lezioni patavine (1962) ed i chiaroscuri di esso: il principio di costituzionalità dalla forza espansiva dei contenuti di principio della costituzione ad una dogmatica della forza formale delle fonti imperniata sul rapporto tra gerarchia e competenza. Ma al contempo: la consapevolezza del rapporto tra fonti del diritto e pluralismo autonomistico
10. B.II. La riflessione (e le aperture) della dottrina sui temi dell’interpretazione costituzionale: l’insegnamento di E. Betti; la voce di V. Crisafulli su Disposizione e norma (1964). Gli studi di F. Pierandrei sulla costituzione (1951/52): la “specificità” dell’interpretazione costituzionale. “Evolutività” dell’interpretazione costituzionale. Applicazione, interpretazione e “integrazione” delle norme costituzionali
11. B. III. La dottrina della costituzione di Costatino Mortati dopo la nascita della Repubblica. La costituzione materiale dal “partito unico” al “sistema dei partiti” e l’istituzionalizzazione del principio maggioritario (1957). Pluralismo “organicista” e dottrina della costituzione: le “forze politiche dominanti” da base di rapporti di sovra- e di sott’ordinazione a strumento di un pluralismo “ordinato” (1962). La “normatività” del sostrato sociologico dello stato e la critica mortatiana della Integrationslehre di Rudolf Smend.
12. C. L’influenza della elaborazione weimariana dei Grundrechte sulla sistemazione dei diritti costituzionali. Le suggestioni weimariane sull’impianto costituzionale dei diritti e le (controverse) ricadute sulla dottrina costituzionalistica. La libertà di manifestazione del pensiero di C. Esposito (1958): concezioni individualistiche e concezioni “funzionali” dei diritti di libertà. Dalla critica delle concezioni “funzionali” al rifiuto dell’idea dell’incardinamento nei diritti costituzionali in un Wertesystem. Le posizioni più caute della (prima) giurisprudenza costituzionale sui diritti (ad es., sent. 19/1962): la Corte e la legislazione anteriore alla Costituzione ed il risalto dell’ispirazione complessiva del nuovo catalogo dei diritti: primi passi verso la comprensione della “fondamentalità” dei diritti?
13. D. Il fascino della Wirtschaftverfassung weimariana. x. Il saggio di Crisafulli su Individuo e società (1954): l’efficacia orizzontale dei diritti e l’eguaglianza sostanziale. y. L’influenza della elaborazione weimariana sulle Institutsgarantien negli scritti di Mortati sul sindacato (1952), sul lavoro (1952) e sulla proprietà terriera (1953): baluardi di conservazione o varchi di riforma delle strutture economico-sociali? z. La monografia di Predieri su Pianificazione e costituzione (1963): la costituzione e il governo del conflitto sociale; il giudizio sulla cogestione e sul sistema dei consigli. xx. L’ Introduzione all’autonomia collettiva di G. Giugni (1956): tra Laski e Ebert
14. Considerazioni conclusive. La via weimariana alla lettura delle “costituzioni del pluralismo”.